Molti cattolici, sicuramente saranno scossi per i buonismi ed i cerchiobottismi che talvolta emergono dalle parole del Santo Padre, dal "Chi sono io per giudicare" alle recenti parole durante la conclusione del Sinodo :
una: la tentazione dell'irrigidimento ostile,cioè il voler chiudersi dentro lo scritto (la lettera) e non lasciarsi sorprendere da Dio, dal Dio delle sorprese (lo spirito);
dentro la legge, dentro la certezza di ciò che conosciamo e non di ciò
che dobbiamo ancora imparare e raggiungere. Dal tempo di Gesù, è la
tentazione degli zelanti, degli scrupolosi, dei premurosi e dei
cosiddetti - oggi- "tradizionalisti" e anche degli intellettualisti.
- La tentazione del buonismo distruttivo, che a nome di una misericordia ingannatrice fascia le ferite senza prima curarle e medicarle; che tratta i sintomi e non le cause e le radici. È la tentazione dei "buonisti", dei timorosi e anche dei cosiddetti "progressisti e liberalisti".
- La tentazione del buonismo distruttivo, che a nome di una misericordia ingannatrice fascia le ferite senza prima curarle e medicarle; che tratta i sintomi e non le cause e le radici. È la tentazione dei "buonisti", dei timorosi e anche dei cosiddetti "progressisti e liberalisti".
Insomma quel classico "un pò di qua e un pò di là" che fa male al cristianesimo, infatti, ogni volta che siamo doppi e poco chiari, siamo dimentichi delle parole di Gesù : "il vostro parlare sia si si, no no".
Anche perchè ci si attende da un Papa , specie in un momento di crisi nella Chiesa, una parola superiore alle altre in autorità ed in chiarezza.
Il Santo Padre ha ovviamente nel DNA lo stile del gesuita, che come tutti ben sanno tende ad esser poco chiaro pensiamo solamente che il termine gesuitismo sul Treccani è :
gesuitismo /dʒezui'tizmo/ s. m. [der. di gesuita]. - 1. (eccles.) [il
complesso della dottrina, dei metodi, ecc., dei gesuiti]. 2. (fig.,
spreg.) [l'essere ipocrita] ≈ doppiezza, falsità, fariseismo, finzione,
insincerità, ipocrisia, mistificazione, simulazione.
A tal proposito trovo molto interessante la lettura di una riflessione di Pascal sui membri della "Compagnia di Gesù", che descrive bene quel metodo noto appunto come "gesuitismo" e che calza a pennello con l'equilibrio funambolico del Santo Padre nella vicenda del Sinodo.
Dalla V Lettera Provinciale di Blaise Pascal :
Il loro(dei gesuiti) scopo non è quello di corrompere i
costumi e nemmeno quello di riformarli :sarebbe una cattiva politica.
Essi( i gesuiti)hanno abbastanza buona opinione di se da
stimare utile e come necessario al bene della religione che il loro credito si
estenda per ogni dove e che essi governino tutte le coscienze. E poiché le
massime evangeliche e severe sono atte a governare alcune categorie di persone,
se ne servono nei casi in cui riescono loro convenienti. Ma , siccome quelle
massime non si confanno al modo di condursi della maggior parte della gente, le
lasciano allora da parte in modo da aver di che accontentare tutti quanti.
…Grazie a tale condotta “officiosa e accomodativa” come la
chiama padre petau essi tendono le braccia a tutti. Se gli si presenta qualcuno
che sia fermamente risoluto a restituire beni male acquistati non dovete
credere che lo distolgano anzi lo lodano e lo confortano in cosi santo
proposito . Ma se ne capita un altro il quale voglia ottenere l’assoluzione
senza nulla restituire sarà ben difficile che non gliene forniscano i mezzi di
cui loro stessi si renderanno garanti.
In questo modo
conservano tutti gli amici e si difendono contro tutti i nemici. Invero se sono
accusati di eccessiva rilassatezza presentano al pubblico i loro direttori
austeri, insieme con alcuni libri ispirati al rigore della legge cristiana e le anime semplici e coloro che non approfondiscono le cose si accontentano di
simili prove. Cosi essi ne hanno per ogni sorta di persone e sanno rispondere
talmente a proposito a quel che si domanda loro che quando si trovano in paesi
in cui un Dio crocifisso appare una follia sopprimono lo scandalo della croce e
predicano soltanto Cristo glorioso e non Cristo sofferente cosi han fatto nelle
indie e nella Cina.
La loro rilassatezza morale è causa delle teorie loro sulla
grazia